

| Siringa contenente Microchip |
| Inserimento indolore del Microchip |
| Campagna Contro il Randagismo Al fine di combattere il randagismo, dovuto all'abbandono degli animali, è stato reso obbligatorio (per ora limitatamente ai cani) il cosiddetto tatuaggio elettronico, mediante l'inserimento di un "microchip" che consente l'identificazione certa del cane e la sua iscrizione all'apposita Anagrafe Regionale. L'operazione consiste nell'iniettare, sotto la cute del cane (lato sinistro del collo), un minuscolo apparecchietto elettronico delle dimensioni di un chicco di riso. Si tratta di un procedimento del tutto indolore che, attraverso la registrazione di questo atto nella Banca Dati della Regione Lombardia, legherà per sempre voi e il vostro cane. Infatti, chi dovesse ritrovare un cane smarrito, potrà far rilevare i numero contenuto nel microchip e, una volta individuato il legittimo proprietario, consentire al fuggiasco di fare ritorno alla propria abitazione |
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| Lettura del Microchip |



| ATTENZIONE RESPONSABILITA' PENALE PER NON PROPRIETARIO 26-11-2007 16:02 La Corte di cassazione che, con la sentenza n. 43390 del 23 novembre 2007, ha confermato la condanna per lesioni colpose gravi nei confronti di un 40enne romano che, nel parco capitolino di Villa Glori, aveva lasciato il suo pastore tedesco libero: l’animale, correndo, aveva fatto cadere rovinosamente un ragazzo provocandogli lesioni permanenti alla mano. Per questo a settembre del 2001 il Tribunale di Roma aveva condannato il padrone dell’amico a quattro zampe a un mese di reclusione (con i benefici di legge). La Corte d’Appello, due anni dopo, aveva rideterminato la pena in 100 euro di multa, revocando il beneficio della sospensione, e confermato nel resto la sentenza di primo grado. Contro questa decisione il 40enne ha fatto ricorso alla Suprema corte ma senza successo. I giudici della quarta sezione penale lo hanno dichiarato inammissibile. Inutili gli sforzi della difesa per smontare l’impianto accusatorio. Da subito l’uomo aveva sostenuto che non c’erano prove circa la dinamica dell’incidente: ma il fatto che alcuni testimoni avessero visto il padrone dell’animale avvicinarsi all’uomo a terra, richiamando il cane e -tenendolo fermo per il collare (non avendo seco il guinzaglio)- non lasciava spazio a dubbi. Poi aveva provato a discolparsi dicendo che il cane non era suo ma che lui lo portava soltanto a spasso. Una circostanza, questa, ininfluente secondo «Piazza Cavour»: «del resto», motiva in proposito la Cassazione, «ciò che rilevava ai fini della individuazione del soggetto penalmente responsabile non era tanto l’accertare chi avesse la proprietà dell’animale, bensì chi, in quel contesto temporale, avesse condotto il pastore tedesco in un luogo pubblico senza adottare le necessarie cautele (tenerlo al guinzaglio)». |
| VETERINARIO CHE FIFA! MISURATA LA PAURA NEL CANE Per la prima volta scienziati americani sono riusciti a misurare l'effetto 'camice bianco" nei cani. La paura del veterinario si manifesta con un brusco innalzamento della pressione sanguigna, documentato sul "Journal of Veterinary Internal Medicine". Gli esperti della Ohio State University hanno utilizzato per il loro studio un campione di 22 cani di razza levriero, notoriamente con una pressione di base già più elevata della media. In media, i quadrupedi avevano 7 anni e mezzo d'età, 12 erano maschi e 10 femmine. Al momento di sottoporsi alla visita dal veterinario, è emerso che questi animali subiscono un'impennata della pressione pari al 30% in più rispetto al valore registrato a casa poco prima della visita. I veterinari americani hanno anche scoperto che la presenza del proprietario del cane ha un effetto 'calmantè molto più intenso rispetto a quello ottenuto concedendo all'animale del tempo in più per 'acclimatarsì nell'ambulatorio in assenza però dell'amato padrone. Gli esperti si stanno ora focalizzando sullo studio dei levrieri e sull'effetto del brusco innalzamento della pressione sul loro organismo. (fonte: lazampa.it) "Lo studio americano pubblicato sul Journal of Veterinary Internal Medicine conferma quanta attenzione va riservata al corretto approccio comportamentale durante la visita veterinaria". Raimondo Colangeli, medico veterinario esperto in medicina comportamentale veterinaria, commenta l'effetto camice bianco nei cani. "E' importante trattare il paziente animale con lentezza- dichiara Colangeli- bisogna evitare atteggiamenti frettolosi sia nelle situazioni di visita che in degenza, sia nella routine che nelle situazioni più delicate. La lentezza come procedura standard veicola un messaggio rassicurante al cane". Meglio ancora se i fattori stressanti vengono eliminati fin dalla sala d'attesa: " E' sempre meglio- continua Colangeli- preparare il cane fin dalla sala d'attesa, lasciarlo un po' libero di muoversi, anziché portarlo subito sul tavolo di visita". E poi bisogna conquistare la fiducia del cane. "Per questo - dice l'esperto- è fondamentale accarezzare il cane dove non ha dolore evitando di toccare subito le parti dolenti, in modo da preparare l'animale alla palpazione del veterinario". E il camice bianco fa davvero paura? "Dipende- risponde il veterinario comportamentalista- Ciò può essere particolarmente vero se l'animale ha già avuto esperienze spiacevoli che rendono il camice del veterinario un elemento fobogeno. Ma non è una regola". Nemmeno la presenza del proprietario, accreditata dallo studio americano come un calmante, può essere una regola antistress: " Ci sono situazioni in cui è necessario allontanare il proprietario perché c'è il rischio di una osmosi; spesso il proprietario è altrettanto agitato del cane e finisce per trasferire un messaggio ansiogeno. Molto dipende dal tipo di relazione che c'è fra proprietario e cane". |
| ESPOSIZIONI CANINE E DIVIETI: NUOVA ORDINANZA Con una nuova Ordinanza (Ordinanza 4 agosto 2011 - Integrazioni all'ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 3 marzo 2009, concernente la tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani, come modificata dall'ordinanza del Ministro della salute 22 marzo 2011 - GU n. 209 del 8-9-2011), il Ministero della Salute ha stabilito che il divieto di esposizione di animali sottoposti ad "interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi" (Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata con la legge 4 novembre 2010, n. 201) riguarda l'esposizione "a fini di vendita". Da oggi, gli organizzatori delle esposizioni "non" finalizzate alla vendita di cani sono tenuti ad affiggere nelle aree espositive le prescrizioni ministeriali sugli interventi chirurgici, come integrate dalla nuova Ordinanza. Il Ministero della Salute ha così ritenuto necessario "individuare l'esatta delimitazione del divieto di esposizione, nell'ambito della norma che contempla il divieto di vendita e commercializzazione di cani sottoposti ad interventi chirurgici non consentiti e delle misure finalizzate ad impedire detta commercializzazione". |